Piccoli Naturalisti a Porto Viro – 2026

I semi lanciati germogliano: quarto anno di "Piccoli Naturalisti" a Porto Viro

Guardare la natura da vicino cambia il modo in cui osserviamo il mondo. Se poi questa osservazione viene rinnovata anno dopo anno, accade qualcosa di speciale: le conoscenze sedimentano, i ricordi crescono e lo sguardo si affina. 

Siamo arrivati al quarto anno del progetto Piccoli Naturalisti presso l’I.C. di Porto Viro, un percorso che negli anni è diventato un vero e proprio appuntamento fisso alla scoperta della biodiversità locale. Quest’anno oltre a coinvolgere la totalità dei plessi della Scuola Primaria (classi terze e le quarte), per la prima volta siamo entrati anche nelle classi prime della Scuola Secondaria di Primo Grado.

Chiedere ai ragazzi all’inizio di ogni percorso cosa ricordino delle edizioni passate è sempre una conferma preziosa: emergono nomi specifici di piante e insetti, strategie di adattamento e il piacere di aver imparato a disegnare dal vero. Significa che i semi lanciati non solo rimangono, ma continuano a germogliare.

La locandina dedicata all’iniziativa di quest’anno con le date degli incontri. L’illustrazione, come per tutto il nostro materiale, è stata realizzata appositamente per il progetto senza ausilio di AI.

Un esempio di alcuni materiali portati in classe: campioni reali di insetti; semi e campioni botanici vari; disegni, libri e illustrazioni; campioni di foglie raccolte a scuola o nei dintorni

IL PROGETTO IN CIFRE

  • più di 50 ore totali di laboratorio
  •  12 classi coinvolte
  •  2 appuntamenti dedicati per ciascuna classe

Il metodo: un intreccio tra scienze naturali e arte

Il tema di quest'anno: Le relazioni tra piante e insetti

Uno dei punti cardine dei nostri percorsi è far conoscere la biodiversità locale: non quella lontana o esotica, ma quella che abbiamo ogni giorno sotto gli occhi e per questo passa inosservata.
In particolare, il tema di quest’anno sono state le relazioni ecologiche: soprattutto nel secondo incontro, non abbiamo osservato gli organismi come elementi isolati, ma evidenziando le relazioni tra flora e fauna, per far comprendere ai ragazzi quanto siano delicati e complessi gli equilibri naturali.

Il laboratorio si è sviluppato in 2 incontri di 2 ore ciascuno:

  • Incontro 1: Osservazione in classe e “sul campo”
    In aula abbiamo osservato campioni, foglie e insetti attraverso lenti di ingrandimento e con il microscopio. È stato il momento in cui l’invisibile è diventato visibile. Una semplice foglia di tiglio o di ortica ha svelato un mondo intero di meraviglia. Quando le condizioni del giardino scolastico lo hanno consentito, siamo usciti all’aperto a “caccia” di flora spontanea, imparando a riconoscere le piante comunemente ignorate e a capirne il valore ecologico.
  • Incontro 2: Il disegno come strumento di indagine
    Ciascuna classe è stata divisa in due gruppi di lavoro, botanici e entomologi, per analizzare da vicino la relazione ecologica tra pianta nutrice e insetto. 
    Prima di passare al disegno abbiamo fatto un’introduzione di circa 15 minuti mostrando il ciclo vitale delle specie selezionate con foto e video, partendo dall’uovo e arrivando all’insetto adulto per raccontare anche nel dettaglio la metamorfosi.
    Per le piante sono stati forniti campioni reali, mentre per i due lepidotteri delle foto. 
  • Abbiamo lavorato su due binomi specifici del nostro territorio:
    • Ortica + Vanessa occhio di pavone (il bruco che si nutre delle foglie d’ortica fino alla metamorfosi).
    • Tiglio + Sfinge del tiglio (la pianta ospite e il suo splendido lepidottero).
    • Abbiamo scelto specie molto comuni e conosciute. Il tiglio in particolare è presente in quasi ogni giardino scolastico.

Il progetto e la conduzione

I laboratori sono progettati e condotti dall’illustratrice Sara Michieli in collaborazione con Il Tarassaco ODV. Sara è laureata all’Accademia di Belle Arti di Venezia in Pittura e si occupa di illustrazione a livello professionale dal 2010. Ha lavorato per: Giunti Scuola, Rizzoli Education, Edizioni Centro Studi Erickson, Slow Food Editore e altri. È appassionata di natura, con una predilizione per insetti e piante spontanee, una passione che cerca di veicolare con le proprie illustrazioni. Collabora con Il Tarassaco dal 2022. Con l’associazione sta portando avanti diversi progetti che uniscono disegno e divulgazione naturalistica, tra cui il nostro primo libro “Alberi e Arbusti di Pianura – volume 1“

Nessun modello imposto

L’obiettivo di queste attività non è cercare la perfezione grafica, non vengono forniti modelli da copiare o fotocopie già elaborate.

Ogni studente viene lasciato libero di osservare e interpretare il materiale fornito secondo la propria sensibilità. Quest’anno poi abbiamo deciso di lasciar sperimentare con gli acquerelli, una tecnica che a scuola non hanno modo di usare spesso: sono emersi lavori variegati e personali. 

Un gruppo di ragazzi del gruppo dei Botanici al lavoro sull’osservazione di foglie e frutti di tiglio. I campioni di queste piante sono stati raccolti proprio nel giardino scolastico per renderli più consapevoli della natura che li circonda.

Lo studio della metamorfosi della Vanessa occhio di Pavone

Sperimentazione e scoperta

I ragazzi quindi possono dedicarsi a studiare gli elementi che più li colpiscono nei soggetti proposti, pianta o animale. C’è chi ha strutturato la pagina studiando l’intero ciclo della metamorfosi della farfalla e chi invece si è focalizzato su un singolo dettaglio. L’importante è il percorso di scoperta personale: ogni disegno diventa la traccia visiva di una vera indagine naturalistica.

Non so disegnare...

La natura è complessa, capita che di fronte alla proposta di disegnare un insetto o una foglia ricchi di dettagli, i ragazzi si sentano disorientati.  Basta dare i giusti strumenti di osservazione (ad esempio come scomporre le forme partendo dalle forme base fino ai dettagli o come sfumare il colore) per veder fiorire l’amore per il disegno.  
Lasciando ai ragazzi ogni singolo segno, il passaggio dal “non riesco” alla sorpresa di un’opera completa è una delle conquiste più belle di tutto il percorso.

Studio dell’ortica

Osservare e annotare

Un aspetto particolarmente prezioso del percorso è l’integrazione tra il disegno e la scrittura. Attraverso brevi appunti personali e dettagli ingranditi, (come la presenza della rugiada o le caratteristiche della spina, ovvero i peli urticanti, nel disegno a lato) la pagina diventa un vero e proprio taccuino di campo, dove la curiosità scientifica si unisce all’esperienza sensoriale diretta. 

Qualche momento del primo incontro dedicato all'osservazione

e alcuni disegni realizzati

Piccoli aneddoti...

Un'esperienza sensoriale alla scuola Tiozzo

Un’attività basata sull’esplorazione di materiali naturali contenuti in alcuni sacchetti di stofa: al loro interno, cortecce, semi, fiori e foglie profumate e altro, elementi semplici che i bambini conoscevano ma non avevano mai “osservato” a quel modo. L’esercizio ha creato un clima di grande calma e concentrazione. Toccando la stoffa e infilando la mano senza guardare, i bambini hanno provato a riconoscere i materiali; l’obiettivo non era indovinare l’oggetto, ma ascoltare le proprie percezioni tattili e stimolare i sensi oltre la vista. 

I sacchetti e l’esplorazione al tatto

Plesso Capato. Momenti di osservazione, il disegno di uno studente, l’esplorazione del giardino e il riconoscimento della pianta 

Imparare a conoscere

Dopo aver analizzato in aula la carota selvatica e altre piante spontanee, con i ragazzi del plesso Capato, siamo usciti in giardino: la soddisfazione dei bambini nel riconoscerla da soli in mezzo all’erba è stata impagabile! 

Un mondo in una foglia

Gli afidi in movimento su una foglia di tiglio hanno ipnotizzato gli alunni. Portare alla luce un micro-mondo invisibile ad occhio nudo insegna a non dare nulla per scontato, contribuiendo ad accendere la curiosità verso la natura che ci circonda

L’afide sulla foglia visto al microscopio digitale

Oltre le ore di lezione: i semi che germogliano a casa

La conferma più bella dell’impatto di questi incontri arriva spesso nei giorni successivi. Durante il secondo incontro alla scuola “Aldo Moro”, un bambino  si è presentato in classe orgoglioso con la sua scatolina di reperti (esuvie di cicala, frammenti di coleotteri e piccoli insetti) trovati e raccolti in autonomia dopo aver visto i materiali portati in aula. Durante la ricreazione le ha mostrate, orgoglioso, ai compagni. Nella stessa classe una bambina ha iniziato a strutturare a casa un proprio quaderno naturalistico personale, annotando e illustrando con cura soggetti come libellule e coleotteri.

Questo dimostra come l’osservazione guidata non rimanga una parentesi scolastica, ma accenda una curiosità spontanea che i ragazzi portano nella loro quotidianità, trasformandoli in piccoli naturalisti anche fuori dalla classe.

I pensieri dei bambini del plesso Tiozzo

Un’insegnante ha fatto realizzare un breve componimento ai bambini e ce lo ha inviato: ne sono emersi pensieri e osservazioni spontanee che ci confermano quanto questo percorso lasci il segno

Vuoi portare "Piccoli Naturalisti" nella tua scuola?

Se sei un docente o un rappresentante di un istituto scolastico e desideri proporre l’iniziativa nella tua scuola, puoi contattarci qui o visitare la sezione Scuole e laboratori del nostro sito per maggiori informazioni su altri percorsi.