Progetto “Buonanotte Amico Riccio”

Il progetto

L’alterazione del territorio che ormai tutti conosciamo e cioè il progressivo disboscamento per creare spazi alle attività umane ha messo a rischio non solo invertebrati, uccelli, rettili, anfibi ma anche numerosi piccoli mammiferi. Uno di questi mammiferi selvatici a rischio è il riccio, Erinaceus europaeus L.

“Buonanotte amico Riccio” è un progetto dell’associazione Il Tarassaco che prevede l’installazione di un nido artificiale nell’Oasi del Gorgo Leze, (già oggetto di rimboschimento nel 2022 da parte della nostra associazione) già frequentata dai ricci.

Il rifugio, progettato per favorire lo svernamento e la nidificazione, è dotato di un ingresso a labirinto per proteggerli da predatori come volpi e martore (a lato lo schema progettuale e il rifugio installato).

Il riccio

È un animale esclusivamente notturno. Le sue abitudini notturne non sono tanto una necessità legata alla difesa, grazie alla protezione offerta dalla cortina di aculei, quanto piuttosto un adattamento allo stile di vita delle sue prede, che sono molto più abbondanti durante la notte

In autunno questi animali cominciano a cercare intensamente il cibo per costituire le riserve di grasso necessarie al letargo invernale; possiede una grande memoria territoriale pertanto è sbagliato spostarlo dal posto di avvistamento poiché le femmine si riproducono da aprile a settembre e un loro allontanamento forzato si trasformerebbe in una condanna a morte per i piccoli che aspettano la madre nel nido. Questa fase può essere rischiosa per l’animale: se non ha accumulato una quantità sufficiente di grasso corporeo durante la bella stagione, potrebbe morire per inedia, soprattutto se è giovane. In caso di freddo estremo, l’animale (la cui temperatura corporea scende dai normali 35 °C a circa 10 °C e i battiti cardiaci calano da 190 a 20 al minuto) può uscire dal letargo per cercare cibo. Per prepararsi al letargo, il riccio raccoglie una buona quantità di muschio e foglie secche da utilizzare come giaciglio.

L’habitat naturale per ragioni antropiche è sempre più scarso, in molti luoghi è difficile per il riccio trovare cibo e riparo. Oltre all’agricoltura intensiva una grande minaccia per il riccio sono i nostri giardini e orti: un giardino “tutto in ordine” allontana i ricci dal loro spazio vitale (cespugli, mucchi di foglie secche, ecc..) mentre la lotta chimica, alle chiocciole e alle lumache che di notte banchettano con i nostri ortaggi, trasformano questi ospiti indesiderati, di cui si nutre il riccio, in bocconcini avvelenati che portano questi mammiferi alla morte nel giro di pochi giorni.

SABATO 9 novembre 2024 abbiamo presentato il progetto in occasione dell’iniziativa  “We Love People”, promossa da Aliper Supermercati che mira a sostenere associazioni che operano in ambito sociale sul territorio.  Ad ogni spesa presso il punto vendita Aliper di Cavarzere è stato dato ai clienti un gettone arancione da spendere nel proprio progetto preferito.

 

SABATO 11 gennaio 2024 il punto vendita ha organizzato la premiazione, donando alla nostra iniziativa 315 €

La messa a dimora

Ad ottobre 2025 abbiamo messo a dimora la casetta per il riccio presso l’Oasi del Gorgo Leze.

La struttura è dotata di un ingresso fisso a labirinto, progettato su misura per le dimensioni di un riccio e pensato per proteggerlo da predatori come volpi, cani e martore. Il nido è stato completato con un tetto piano impermeabile, ideale per offrire riparo durante lo svernamento e la nidificazione.

Per favorirne la mimetizzazione e ridurre l’impatto visivo, l’abbiamo parzialmente nascosta con tronchi di legno.

L'Oasi di Gorgo Leze

Domande frequenti

I ricci sono divoratori di insetti. Oltre a ciò, la loro principale fonte di cibo è costituita da lumache, lombrichi e ragni. Detto ciò, quando ha fame, un riccio mangia anche rane e topi.
Se vuoi mettere a disposizione dei tuoi amici con gli aculei qualche scorta di cibo in più, puoi acquistare del mangime per ricci, a base di ingredienti idonei come larve della farina, crostacei, noci e frutta. In alternativa, possono andare bene anche le crocchette per gatti inzuppate, o del cibo umido per gatti.
Un’altra ottima alternativa ai mangimi già pronti è la carne macinata preventivamente scottata, le uova strapazzate o sode, purché cotte senza spezie e senza olio.

Per dissetare i tuoi amici di zampa in giardino, va bene l’acqua o le tisane non zuccherate al finocchio o alla camomilla. MAI e per NESSUNA RAGIONE offrire al riccio del latte vaccino, nemmeno diluito con acqua. Anche frutta e verdura sono assolutamente da evitare.

Smetti di somministrarne cibo a partire da metà novembre (o dopo, a seconda della temperatura esterna), altrimenti non andrà in letargo, cosa di cui invece ha assoluto bisogno.

Hai trovato un riccio in giardino, ti sembra che sia in difficoltà ma non ne hai la certezza? La prima cosa da fare è capire se sta male e ha effettivamente bisogno di aiuto. Magari deve solo riprendere la sua strada e di andarsene in santa pace. Come si può capire se un riccio sta male?
I ricci sono animali selvatici protetti dalla legge e quindi non possono essere allevati in casa alla stregua di animali domestici.

Fatta questa premessa, può capitare di trovare un riccio autoctono per strada o in giardino, avere l’impressione che sia in difficoltà e non sapere cosa fare per aiutarlo. Ecco alcuni esempi che possono aiutarti a capire quando un riccio necessita davvero di aiuto da parte tua:

  • un riccio che si muove di giorno sul suolo ghiacciato o innevato
  • un riccio che a novembre pesa meno di 500 grammi
  • un riccio malato: magro, apatico, sembra confuso e si aggira in pieno giorno
  • un riccio ferito
  • un riccio denutrito: ha i fianchi infossati, la forma del corpo ricorda più una salsiccia che una pallina o mostra addirittura una rientranza dietro la testa (questa condizione indica una grave malnutrizione)
  • un cucciolo di riccio, solo: ha ancora occhi e orecchie chiuse e probabilmente è orfano.

Se trovi un riccio che ha bisogno di aiuto, portalo il più rapidamente possibile in un ambulatorio veterinario o in un centro ENPA. In molti casi, gli animali feriti o malati sono ipotermici (te ne puoi accorgere perché la pancia è più fredda che tiepida): per questa ragione, durante il trasporto verso l’ambulatorio, è consigliabile posizionare il riccio sopra una borsa dell’acqua calda (non bollente!) o su una coperta termica.

Durante la stagione autunnale i nostri amici ricci sono particolarmente attivi. La ragione è molto semplice: devono fare in modo di stoccare un adeguato strato di grasso prima di poter affrontare l’inverno.
Ma non è tutto: in autunno il riccio deve anche preparare, a poco a poco, il suo nascondiglio per l’inverno. Naturalmente, ha bisogno di materiali da costruzione come foglie, legnetti ed elementi del sottobosco. Ecco perché puoi aiutare molto i ricci non rimuovendo tutte le foglie e i legnetti dal tuo giardino. Se vuoi essere ancora più proattivo, puoi anche posizionare nel tuo giardino qualche casetta per ricci e mettere a disposizione di questi simpatici animaletti qualcosa da mangiare e da bere, soprattutto quando, con l’arrivo dell’autunno, le scorte di cibo diventano sempre più scarse, per i ricci.

Se le temperature scendono permanentemente sotto i 5°C, i ricci cercano un riparo adeguato e vanno in letargo. Di solito questo accade a partire dall’inizio di dicembre e sino alla metà del mese. Se dalla metà marzo in poi le temperature superano i 10°C, i ricci si svegliano.
Durante il letargo, la loro temperatura corporea diminuisce. Anche il battito cardiaco e la frequenza respiratoria diventano significativamente più lenti. Si tratta di una forma di autoprotezione utile a mantenere il consumo energetico il più basso possibile.
Durante il letargo, gli animali non assumono cibo. Per questa ragione, soprattutto date le piccole dimensioni di questi splendidi animaletti, il peso deve essere sufficiente, per poter sopportare un così lungo digiuno.
Alla fine del letargo, in primavera, il riccio ha perso circa il 20-40% del suo peso corporeo. Come regola generale, a metà novembre un giovane riccio deve aver raggiunto il peso di almeno 500 gr (meglio 600 grammi o più), altrimenti rischia di non superare l’inverno.

La maggior parte dei cuccioli di riccio nasce a fine estate, tra agosto e settembre. Durante questo periodo, quindi, è bene controllare se per caso in giardino non ci sia un nido di ricci.
Di solito si trovano sotto cespugli e siepi, oppure all’interno di mucchi di foglie. Molte femmine si accomodano con i loro piccoli sotto teloni, sacchi di iuta e simili. Ecco perché, a fine estate, se ti piacciono i ricci puoi creare questo genere di angoli protetti, nel tuo giardino.
IMPORTANTE: se trovi una cucciolata di ricci in giardino, lascia tutto com’è e allontanati subito. Altrimenti, la mamma, per la paura e lo stress, potrebbe abbandonare i suoi cuccioli.
Un giardino accogliente
Purtroppo, la crescita esponenziale delle città e le modificazioni del territorio extraurbano hanno reso l’habitat dei ricci sempre più ristretto. Infatti, è molto raro che i ricci entrino in un giardino, dove si nascondono diverse fonti di pericolo.
Quindi, se ti piacciono questi animaletti e vorresti ospitarli nel tuo giardino, il primo passo è rendere il tuo spazio esterno accogliente per i ricci. Ecco come fare:

  • Crea diverse uscite di sicurezza, così che i ricci possano entrare e uscire liberamente dal tuo giardino.
  • Non smaltire del tutto foglie e sterpaglie: l’ideale è conservarli in un angolo protetto.
  • Evita i prodotti chimici: i ricci mangiano soprattutto insetti. L’uso di insetticidi li priva del loro nutrimento e può essere fatale: se devi utilizzare pesticidi, prova a passare a quelli naturali.
  • Metti in sicurezza laghetti e piscine: i ricci possono facilmente annegare, per questo è importante prendere le giuste precauzioni. Metti qualche asse di legno vicino a vasche e stagni, per consentire ai ricci di uscire dall’acqua in sicurezza.
  • Metti in sicurezza (e controlla regolarmente) cantine, pozzi e cave: molto spesso i poveri ricci vi finiscono inavvertitamente e non riescono ad uscire.

Con questi semplici suggerimenti, avrai creato un giardino accogliente, che potrà diventare un punto di appoggio sicuro per i tuoi amici ricci.