In questa bellissima villa del’700 nacque un’idea.
Mentre in Inghilterra si diffondeva l’aratura a vapore, I fratelli Selmi nella loro tenuta di Raccano sperimentarono fra il 1864 e il 1867, la trazione funicolare nella lavorazione del terreno con l’impiego degli animali, un sistema funicolare che utilizzava la forza animale (buoi) per arare il terreno senza calpestarlo e compattarlo, risolvendo, quindi, anche le difficoltà di lavorazione in terreni fangosi quali potevano essere le risaie. Questo sistema impiegava corde e pulegge per muovere l’attrezzo avanti e indietro.
Ecco come lo descrisse in un suo opuscolo del 1867 Francesco Luigi Botter, fondatore e direttore del giornale d’agricoltura del regno D’Italia, il sistema Selmi:
«…Ha fatto nascere fra noi l’idea felice d’un nuovo sistema di lavoro de’ nostri colti che guadagna ogni dì più voti ed encomi: vo’ dire il sistema Selmi ».
Esso consisteva in un giuoco di ancore e di caruccole, con le quali il bestiame bovino percorrendo le capezzagne e le strade, potè far scorrere, in un primo tempo, per lavori superficiali, erpici, rigatori, rulli, ed, in un secondo tempo, azionò anche strumenti aratorii, fra cui l’aratro, per lavori profondi di preparazione del terreno e per semine. Così si poteva evitare il calpestamento del terreno coi piedi del bifolco e con le zampe dei buoi, particolarmente dannoso nei terreni umidi ed argillosi.
Successivamente, il “sistema Selmi” fu perfezionato da Antonio Pacinotti con la trazione polispastica (inizio ‘900), che permetteva arature più profonde. La trazione polispastica prevedeva l’interposizione, sulla linea di tiro, di un paranco moltiplicatore della forza di trazione, Questo sistema permetteva di compiere arature profonde anche utilizzando la forza dei buoi, superando i limiti precedenti.
Pacinotti presentò e riferì su questa innovazione all’Accademia Dei Georgofili in due memorie, il 6 dicembre 1903 e il 6 maggio 1906.
Antonio Pacinotti, più conosciuto come l’inventore della dinamo, nel 1887 pubblica le sue lezioni di Meccanica applicata all’agricoltura. Tra le applicazioni da lui ideate e costruite si ricordano quelle sui «Torchi ad azione continua», sui «Tini a condutture» e sulla «Trazione polispastica». Tipiche ed originali, infine le sue esperienze «Sull’influenza dell’elettrolisi nell’attrito del terreno sugli aratri». Antonio Pacinotti è stato relatore di 28 tesi di laurea in Scienze agrarie.
Fu solo alla fine dell’Ottocento nel 1879 che l’ingegnere Pietro Ceresa Costa introdusse l’aratura a trazione diretta, quella che conosciamo oggi, ispirandosi alle locomotive stradali militari.
Articolo di Massimo Chendi

